indicazioni emeroteca
copertina emeroteca

La coperta diviene musica

Mi piace paragonare il Diario di Comunità ad una variopinta coltre. 

L’ordito: le parole, le notizie quotidiane prescelte dai lettori e dagli artisti che hanno contribuito con la loro creatività a dare forma alle emozioni e alle riflessioni evocate dagli articoli di giornale che ci hanno inviato. 

La trama: i disegni che Naomi ed io abbiamo “tessuto” per raccontare nel modo più empatico e complementare possibile il loro ed il nostro OLTREMOTO, “la risposta emotiva che una comunità elabora di fronte ad uno sconvolgimento che la mette in crisi”. 

È stato commovente provare a restituire sincronicamente le suggestioni dei lettori, ascoltandoli ed ascoltando anche me stessa per accordare una sinergia tra la loro ispirazione e la mia, sviluppando interamente un disegno, integrando un simbolo, una traccia, o incorniciando un’opera completa. 

Le tavole del Diario sono dense e stratificate. Comunicano su più livelli semantici, quasi diapositive futuristiche. Ognuna è un mondo a sé, che richiede una sosta per lasciarsi fruire adeguatamente ma allo stesso tempo sono collegate tra loro, respirano all’unisono, decantano una storia, la Storia.

La sequenza delle stesse è temporale, tematica, estetica e dialettica.

Ciascuno di noi, con il suo filo colorato, ha ricamato questo mandala, intrecciando la propria esperienza con quella degli altri. 

Vorrei che la resistenza, la speranza, la contaminazione delle arti visive di queste pagine potessero essere catartiche, sublimando in una sinfonia guaritrice. 

L’ordito del mandala, fatto di parole screziate, si fa coperta delle note più profonde, scritte e tracciate dai cittadini. Forse siamo riusciti a svelarle toccando le giuste corde… e ora tutti assieme possiamo suonarle.

Mara  Autilio

Tutti i colori della resilienza

Parole, emozioni, momenti, attimi di quotidianità…

E ancora storie che si intrecciano, legami divisi da barriere, senza la possibilità di incontrarsi, di parlare, di essere realmente in contatto…

Segni confusi, segni netti, segni che tremano…

Ecco che cos’è il Diario di Comunità: un contenitore di storie delle persone che cercano nell’espressione artistica il fine del dialogo e dell’empatia.

Intervenire sulle parole e sulle opere di altre persone è stato un processo delicato, svolto con estremo riguardo. Un’attenta lettura dell’opera, durante il processo creativo, si è dimostrata fondamentale per un’efficace trasposizione da pensiero a segno, da segno a colore.

Ogni tavola illustrata è diventata simbolicamente un solido mattone per le fondamenta che suggellano e uniscono un’Italia che non si vuole arrendere.

L’arte, in ogni sua manifestazione, è linguaggio universale, la più alta espressione umana di creatività e fantasia, un mezzo per esteriorizzare la propria interiorità.

La pulsione umana a rappresentare la realtà è antichissima: nasce con l’uomo, ne sono testimoni i graffiti rupestri delle grotte preistoriche. L’arte, ora più che mai dovrebbe tenerci uniti, diventando il linguaggio supremo per comunicare con gli altri, permettendoci di percepire la realtà ed interpretarla.

Il Diario di Comunità diventa il riflesso dei modi di pensare, di vivere, di sentire degli artisti e delle persone: l’arte fa l’uomo più uomo.

Citando l’artista Paul Klee: L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. Non sempre ciò che non vediamo non esiste, questo Diario diventa il portato visivo di un messaggio forte, da sfogliare concedendogli il giusto tempo.

L’oggetto dell’arte non è riprodurre la realtà, ma creare una realtà della stessa intensità.
Alberto Giacometti

Naomi Lazzari

Credits

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La coperta diviene musica

Mi piace paragonare il Diario di Comunità ad una variopinta coltre. 

L’ordito: le parole, le notizie quotidiane prescelte dai lettori e dagli artisti che hanno contribuito con la loro creatività a dare forma alle emozioni e alle riflessioni evocate dagli articoli di giornale che ci hanno inviato. 

La trama: i disegni che Naomi ed io abbiamo “tessuto” per raccontare nel modo più empatico e complementare possibile il loro ed il nostro OLTREMOTO, “la risposta emotiva che una comunità elabora di fronte ad uno sconvolgimento che la mette in crisi”. 

È stato commovente provare a restituire sincronicamente le suggestioni dei lettori, ascoltandoli ed ascoltando anche me stessa per accordare una sinergia tra la loro ispirazione e la mia, sviluppando interamente un disegno, integrando un simbolo, una traccia, o incorniciando un’opera completa. 

Le tavole del Diario sono dense e stratificate. Comunicano su più livelli semantici, quasi diapositive futuristiche. Ognuna è un mondo a sé, che richiede una sosta per lasciarsi fruire adeguatamente ma allo stesso tempo sono collegate tra loro, respirano all’unisono, decantano una storia, la Storia.

La sequenza delle stesse è temporale, tematica, estetica e dialettica.

Ciascuno di noi, con il suo filo colorato, ha ricamato questo mandala, intrecciando la propria esperienza con quella degli altri. 

Vorrei che la resistenza, la speranza, la contaminazione delle arti visive di queste pagine potessero essere catartiche, sublimando in una sinfonia guaritrice. 

L’ordito del mandala, fatto di parole screziate, si fa coperta delle note più profonde, scritte e tracciate dai cittadini. Forse siamo riusciti a svelarle toccando le giuste corde… e ora tutti assieme possiamo suonarle.

Mara  Autilio

Tutti i colori della resilienza

Parole, emozioni, momenti, attimi di quotidianità…

E ancora storie che si intrecciano, legami divisi da barriere, senza la possibilità di incontrarsi, di parlare, di essere realmente in contatto…

Segni confusi, segni netti, segni che tremano…

Ecco che cos’è il Diario di Comunità: un contenitore di storie delle persone che cercano nell’espressione artistica il fine del dialogo e dell’empatia.

Intervenire sulle parole e sulle opere di altre persone è stato un processo delicato, svolto con estremo riguardo. Un’attenta lettura dell’opera, durante il processo creativo, si è dimostrata fondamentale per un’efficace trasposizione da pensiero a segno, da segno a colore.

Ogni tavola illustrata è diventata simbolicamente un solido mattone per le fondamenta che suggellano e uniscono un’Italia che non si vuole arrendere.

L’arte, in ogni sua manifestazione, è linguaggio universale, la più alta espressione umana di creatività e fantasia, un mezzo per esteriorizzare la propria interiorità.

La pulsione umana a rappresentare la realtà è antichissima: nasce con l’uomo, ne sono testimoni i graffiti rupestri delle grotte preistoriche. L’arte, ora più che mai dovrebbe tenerci uniti, diventando il linguaggio supremo per comunicare con gli altri, permettendoci di percepire la realtà ed interpretarla.

Il Diario di Comunità diventa il riflesso dei modi di pensare, di vivere, di sentire degli artisti e delle persone: l’arte fa l’uomo più uomo.

Citando l’artista Paul Klee: L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. Non sempre ciò che non vediamo non esiste, questo Diario diventa il portato visivo di un messaggio forte, da sfogliare concedendogli il giusto tempo.

L’oggetto dell’arte non è riprodurre la realtà, ma creare una realtà della stessa intensità. – Alberto Giacometti

Naomi Lazzari

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